26 LUGLIO: FESTA DI SANT’ANNA

Oggi 26 luglio è la festa di Sant’Anna, madre di Maria, quindi nonna di Gesù, ma anche una delle patrone di Firenze insieme al principale, San Giovanni Battista, e agli altri, Santa Reparata e San Zanobi. La devozione a Sant’Anna a Firenze risale a un particolare episodio del Trecento, accaduto in un decennio che si rivelerà abbastanza tribolato per questa città, e che ha per protagonista anche la chiesa di Orsanmichele.

Ma chi è Sant’Anna innanzitutto? Nonostante, come detto, la sua importante relazione con Maria e Gesù, e il forte culto nella religione cristiana, le notizie che abbiamo su di lei e sulla sua vita non giungono dai Vangeli ufficiali, bensì attraverso i cosiddetti “Vangeli apocrifi”; la Chiesa ne ha tuttavia accolto il culto.  La storia di Anna e dello sposo Gioacchino la ritroviamo spesso narrata in famosi cicli di affreschi con le Storie della Vergine anche qui a Firenze: Anna e Gioacchino sono una coppia felice e molto devota, ma senza figli, a causa della sterilità di Gioacchino. Questa “onta” fa si che il Gran sacerdote gli impedisca di fare sacrifici nel Tempio, cacciandolo via malamente. Umiliato, Gioacchino si rifugia nel deserto a trascorrervi un periodo di ritiro, quando un angelo compare ad Anna ad annunciarle la futura maternità. Lo stesso angelo appare in sogno anche a Gioacchino, recandogli il medesimo messaggio. Gioacchino torna quindi in città, e qui avviene il famoso “Incontro alla Porta Aurea”, ovvero uno dei baci più rappresentati nell’arte, a partire da Giotto alla Cappella degli Scrovegni a Padova!

In Toscana la rappresentazione tipica di questa Santa diventa la cosiddetta “Sant’Anna Metterza”, dove “metterza” sta per “mi è terza” : l’immagine, infatti, è quella che ritrae tre generazioni insieme, ovvero Sant’Anna dietro alla figlia Maria, che sulle ginocchia tiene il figlioletto Gesù. Due nomi famosi per aver rappresentato questa particolare iconografia? Masaccio, la cui pala si trova ora agli Uffizi, e Leonardo da Vinci, opera ora al Louvre di Parigi.

Il culto di Sant’Anna a Firenze, in particolare, origina da un fatto politico accaduto il 26 luglio 1343, ovvero la cacciata del Duca d’Atene. Siamo,  come detto, in un decennio che si rivelerà molto movimentato per Firenze (arriveranno i fallimenti dei banchi delle famiglie Peruzzi e Bardi, e poi la peste del 1348, e il tutto all’indomani dell’alluvione dell’Arno, nel 1333).

Chi era il Duca di Atene? Questo era il titolo nominale di Gualtieri VI di Brienne, nobile francese legato ai D’Angiò, chiamato a Firenze dalla Signoria nel 1342 per divenirne Signore e far cessare così le continue lotte interne per il potere. Ma la sua si rivelerà invece una tirannia: egli approfitta del potere acquisito, inimicandosi la classe media, ovvero quella delle Arti Maggiori, a favore del popolo minuto. Grave sbaglio in una città di mercanti, ma soprattutto di convinti sostenitori della propria indipendenza! Il suo governo non dura neanche un anno: il 26 luglio 1343 è costretto a fuggire dal Palazzo dei Priori  usando una porticina costruita proprio da lui, quella che è tutt’oggi visibile su via della Ninna, chiamata appunto “porta del Duca di Atene”. A questo punto i fiorentini, per festeggiare la ritrovata “libertas”, corrono a Orsanmichele, l’edificio-loggia del grano già in qualche modo dedicato alla Vergine, per ringraziarla di aver aiutato la città su intercessione della madre, Sant’Anna, tradizionalmente festeggiata in questo giorno.

E proprio in Orsanmichele, di lì a poco chiesa-granaio, venne innalzato un altare a Sant’Anna: oggi vi possiamo ancora ammirare il gruppo marmoreo cinquecentesco di Francesco da Sangallo con la “Sant’Anna Metterza”. E non a caso la Santa venne associata a questo edificio che accorpava insieme gli aspetti religiosi e civici di Firenze: era un modo per celebrare la nuova patrona del Comune, denominata “Santa avvocata della libertà cittadina”.

E questo connubio tra valori civici e religiosi si rispecchia anche nei festeggiamenti alla Santa: il 26 luglio diventò subito festa solenne, e le celebrazioni avvenivano proprio in Orsanmichele, decorata per l’occasione con le bandiere delle Arti, mentre il popolo faceva offerte alla Santa. Venne poi introdotta anche una processione che si svolgeva tra Orsanmichele e il Monastero di Verzaia, dall’altra parte dell’Arno, dedicato appunto a Sant’Anna.

Oggi la celebrazione è affidata al Corteo della Repubblica Fiorentina, in cui vengono rappresentate le storiche 7 Arti Maggiori e le 14 Minori con il proconsole, mentre le loro bandiere decorano ancora Orsanmichele. Il corteo inizia la sera, verso le 20.30 circa, e parte dal Palagio di Parte Guelfa, diretto poi verso Piazza della Signoria, a raccogliere le autorità civili; da qui poi si raggiunge Piazza Duomo, per ricevere invece le autorità  religiose, e tutti insieme raggiungere infine la chiesa di Orsanmichele dove, alle 22:00, viene celebrata la benedizione e la Consegna del cero.

Anche Ponte a Signa, frazione di Lastra a Signa, festeggia oggi la sua patrona!

Un ultima curiosità: dove possiamo vedere rappresentata la famosa cacciata del Duca di Atene? La testimonianza artistica più nota  è un frammento di affresco attribuito all’Orcagna, originariamente nel carcere delle Stinche, ora a Palazzo Vecchio: vi vediamo proprio Sant’Anna che con una mano regge le insegne di Firenze, del Popolo e del Comune, mentre l’altra mano è protesa a proteggere la città; accanto a lei possiamo scorgere il Palazzo dei Priori, ora Palazzo Vecchio, e a destra il Duca in persona che scappa, girandosi a guardare un angelo. Un’altra rappresentazione, questa volte ottocentesca, la troviamo anche alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze: si tratta di una grande tela di Stefano Ussi.

      

 

Emanuela
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