IL PALIO DI SIENA

Risultati immagini per palio di siena Il Palio di Siena è una manifestazione importantissima e molto sentita, non è una mera rievocazione storica, ma è parte integrante della vita delle persone di questa città, in quanto la contrada è come un allargamento della famiglia, i contradaioli sono prima di tutto amici.Risultati immagini per palio di siena

Il Palio viene corso due volte all’anno: il primo, il 2 di luglio ed è quello chiamato di “Santa Maria in Provenzano”, chiesa della città che presenta sull’altare centrale un busto della Vergine priva delle braccia, come vuole la leggenda. Il secondo Palio viene corso il 16 di agosto, giorno successivo all’Assunzione della Vergine e per questo chiamato “Palio dell’Assunta”.

Il nome Palio deriva dal drappellone, detto comunemente anche “cencio”, un pezzo di seta finemente lavorato, che è il premio della competizione. Viene mostrato un mese prima della gara ed è opera di grandi artisti: per la corsa del 2 luglio è chiamato un artista senese e l’immagine da rappresentare deve essere in questo caso sempre quella della Madonna di Provenzano; mentre per la corsa di agosto l’immagine da riportare sul drappellone viene affidata a un artista internazionale; alcuni furono molto famosi, come Botero e Guttuso. Continue reading

DON LORENZO MILANI

Proprio in questi giorni si celebra il cinquantesimo anniversario della morte di Don Lorenzo Milani, prete per molti anni considerato scomodo e per questo molto spesso emarginato e lasciato solo dalla chiesa, anche se ultimamente è stato tentato un riavvicinamento, come mostra la visita di papa Francesco alla sua tomba.

Le mie parole qui di seguito vogliono essere un’introduzione alla vita, alla persona e all’attività di don Lorenzo Milani, che vi invito ad approfondire attraverso gli scritti di e su di lui, per conoscere l’uomo unico e speciale che era.

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24 GIUGNO: FESTA DI SAN GIOVANNI

Il 24 giugno si celebra a Firenze una delle sue feste più importanti: quella del santo patrono, ovvero San Giovanni Battista. E’ in questa data che la Chiesa, infatti, festeggia la Natività del santo considerato il Precursore di Cristo, e colui che introdusse il battesimo nell’acqua come forma di purificazione.
Molti sono gli eventi che si dispiegano in città durante la giornata di festa.  Ma come mai San Giovanni Battista è così importante per Firenze?

La devozione della città a questo santo è evidente in tante opere, in cui l’ iconografia classica lo ritraeva o come un bambino, Giovannino, insieme a Maria e al Bambino, o da adulto, coperto di pelli di cammello, a ricordare la sua vita di asceta nel deserto. A Firenze il monumento principale a lui dedicato è, appunto, il Battistero di San Giovanni, nella piazza omonima, di fronte alla Cattedrale, divenuto quindi nei secoli il fulcro dei festeggiamenti a lui dedicati.

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LA CERAMICA DI MONTELUPO

Tutti gli anni nel mese di giugno Montelupo Fiorentino, una città in provincia di Firenze, dedica qualche giorno al suo prodotto più importante e famoso, la ceramica, organizzando, così, una festa a lei dedicata, la festa della ceramica appunto.

Per questa occasione vengono organizzate visite a manifatture, a laboratori, incontri con ceramisti, con artigiani e approfondimenti sulla storia, la vita e la produzione di questa antica arte. Naturalmente tutto ciò viene accompagnato da altri eventi come musica, spettacoli e giochi per bambini e adulti.

Sin dal Medioevo questa cittadina si distinse come centro di produzione della ceramica, soprattutto della maiolica (ceramica smaltata) e il momento di massima produzione fu nel 1400 e 1500. Nel 1406, infatti, Firenze conquista Pisa e questo permette ai manufatti montelupini, e non solo, di aprirsi una nuova rotta adesso marittima, inoltre questo dà la possibilità a tale artigianato di confrontarsi anche con le ceramiche spagnole che impongono a Montelupo una crescita qualitativa della sua attività, che da quel momento comincerà a perfezionarsi proprio sulla maiolica d’ispirazione ispano-moresca (con un prevalente uso del blu e del verde).

Oltre a ciò in questi secoli fondamentali furono anche le committenze fiorentine, famiglie private come i Medici, ma anche istituti importanti come l’antica farmacia di Santa Maria Novella e vettori commerciali come la famiglia Antinori, tutti elementi che permisero alla maiolica di Montelupo di arrivare, attraverso l’Arno e poi i porti di Pisa e Livorno, in tutto il mondo, tant’è che sono stati ritrovati resti di tali manufatti  in America centrale, nelle Filippine e in molti paesi europei.

Questa città divenne così il cuore della produzione di ceramica nel territorio fiorentino, facendosi attività principale delle famiglie del posto, tant’è che in quei secoli dentro le mura della città si contavano più di 50 manifatture, molte di queste con un proprio marchio distintivo.

Ancora oggi la lavorazione della ceramica è un’attività simbolo di questo luogo, e quindi ci sono ancora botteghe artigiane e fabbriche che si dedicano a questa produzione che in alcuni casi, in passato come ancora oggi, crea delle vere e proprie opere d’arte.

La città di Montelupo ha, poi, ricostruito tutta la storia e lo sviluppo di questa specifica tradizione all’interno del Museo della Ceramica in cui sono esposti oltre 1000 pezzi, la maggior parte ritrovati propri durante degli scavi nel centro storico di Montelupo. Ci sono pezzi che erano destinati alla famiglia Medici, come rivela la presenza del loro stemma, allo stesso papa Medici Leone X e altri membri della Chiesa di Roma. Una delle opere più importanti è il celebre Rosso di Montelupo, un bacile datato 1509 decorato a grottesche su fondo giallo e rosso, che prende il nome dal particolare pigmento rosso usato nella decorazione, la cui composizione è ancora oggi un mistero.

Calcio Storico Fiorentino

Il “calcio fiorentino”, anche chiamato “calcio storico” o “calcio in costume” è una tradizione fiorentina che risale al XV secolo. Si tratta di un calcio mescolato con il rugby (e quasi con la lotta libera oggigiorno!) poiché la palla viene presa con le mani; si giocava soprattutto durante il carnevale e per questo motivo ha assunto anche il nome che fa riferimento ai costumi. Oggigiorno i giocatori si vestono con abiti storici, ognuno con i colori della propria squadra; sono quattro squadre una per ognun quartiere storico della città: Santa Croce (azzurri), San Giovanni (verdi), Santa Maria Novella (rossi) e Santo Spirito (bianchi).
Nel XV e XVI secolo, il “calcio fiorentino” era un gioco considerato aristocratico, derivato dal calcio che giocavano i ragazzini per la strada o i soldati negli accampamenti militari, però di più alto livello, per questo motivo alcuni dei principali cittadini di Firenze avevano partecipato, come Piero de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, Giulio de’ Medici (futuro papa Clemente VII) o Cosimo I il Granduca. Si giocava alternativamente nelle principali piazze della città, però la versione che è arrivata fino a noi e che si è convertita in una delle feste tradizionali della città fu quella giocata dai militari, e da quel momento il gioco si sviluppa in senso più popolare e imita una partita importante nella storia della città: quella che giocarono i fiorentini nel febbraio del 1530 durante l’assedio che la città subì da parte delle truppe spagnole di Carlo V. Mentre la città si trovava sotto l’assedio del generale del re-imperatore (1529-30), i fiorentini decisero di giocare la loro tradizionale partita di “calcio” in piazza Santa Croce per dimostrare ai loro nemici, che stavano accampati lì vicino, fuori dalle mura, che non si lasciavano intimidire dalla situazione e che neppure avrebbero smesso di divertirsi.

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I finestrini del vino

Passeggiando per le vie di Firenze, da quelle più affollate intorno ai monumenti principali, a quelle un po’ più tranquille, guardandosi attorno con curiosità è possibile scorgere tante cose, piccole e grandi, da cui le varie attrattive e i suddetti monumenti spesso ci distraggono: tabernacoli, segnali stradali decorati, immagini di personaggi storici.. sott’acqua, le “lapidi dantesche” con passaggi della Divina Commedia, targhe di marmo commemorative di personaggi vissuti in quel tal palazzo, e tanto altro. Ma se guardiamo non tanto in alto, anzi, più o meno alla nostra altezza, possiamo notare spesso delle strane, piccole finestrine che si aprono nelle pareti dei palazzi: sono le buchette, o i finestrini (di nomi ne hanno avuti tanti) del vino. Tra il centro storico, e le vie che si trovavano al di fuori dell’ultima cerchia muraria del 1333, se ne contano più di cento!
Ma cosa sono? E a cosa servono? O meglio: a cosa servivano? Semplice: alla vendita del vino!

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