I PUCCI

Le famiglie benestanti di ogni città sono quelle che condizionano la storia e, a volte, la politica; spesso sono state importanti per l’economia e per l’arte, convertendosi in mecenati di artisti, poeti, intellettuali e scienziati.

Nel caso di Firenze, le famiglie potenti erano molte e la maggior parte si arricchì durante l’epoca medievale grazie principalmente a due attività: quella bancaria (erano usurai) e il commercio. In un centro storico così ridotto vi erano concentrate un gran numero di queste famiglie, divise tra i quartieri, alleate o rivali tra di loro. Questo fu il “gioco” che definì la storia della città soprattutto in epoca medievale e rinascimentale, ma che comunque, in modi diversi, è arrivato fino ai tempi moderni. Le alleanze, stipulate soprattutto attraverso matrimoni, per salire nella scala del potere o per sconfiggere nemici comuni o rivali negli affari erano all’ordine del giorno. Il governo di Firenze era una Repubblica che però si convertì in Signoria proprio quando il potere venne concentrato nelle mani dei principali signori fiorentini, ovvero membri delle più eminenti famiglie cittadine. Questo governo ripartito tra le principali famiglie si mantenne (almeno apparentemente) anche con l’arrivo dei Medici, che divennero fin da subito la famiglia dominante fino all’estinzione della dinastia. Questa situazione cambiò con uno dei Medici, Cosimo I, a metà del XVI secolo, quando egli divenne duca di Firenze, e fu così che da quel momento il potere passò nelle mani della sua famiglia, succedendosi di generazione in generazione.

 

 

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