L’ARTE DELLA NASCITA

Fiori e cioccolatini sono i regali più frequenti per le neomamme. Immaginate che, invece, vi si regalasse un bel vassoio dipinto dall’artista del momento? Questo era l’oggetto che ricevevano le donne di famiglie abbienti dopo aver partorito (ed essere sopravvissute al parto), o come regalo di nozze per incoraggiare la coppia a tirar su presto famiglia. La funzione pratica di questi vassoi era di portare cibo e bevande alla puerpera a letto. Il compito della donna, com’è ben saputo, era quello di partorire più figli possibili, e la preoccupazione dei genitori era quella di trovare un marito o una moglie per i loro figli, per fare in modo che la casata andasse avanti nelle generazioni. La moglie, spesso, si sceglieva fra quelle che si consideravano candidate adatte al parto. Un compito che potrebbe sembrare semplice, ma che invece non lo era affatto per via dell’alto tasso di mortalità infantile e delle donne durante il parto. Quindi più di fare figli, ciò che era veramente difficile era superare il parto nel caso delle mamme, ed arrivare a età adulta nel caso dei figli. Se, a questa situazione, ci aggiungiamo i periodi di pestilenze, come quella terribile del 1348, che si portavano via percentuali spaventose di popolazione, non ci stupisce che esistesse un riguardo speciale verso la nascita.

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